«La Snaidero è la storia della pallacanestro friulana: ci possono essere stagioni positive o negative, ma l?importante è avere un progetto a lungo termine che consenta alla società di puntare in alto, possibilimente costruendosi in casa giovani giocatori sui quali puntare». Parole e musica di Dino Meneghin, il presidente della Federazione italiana pallacanestro e uomo-simbolo del basket azzurro, intervenuto al torneo delle Regioni di Lignano Sabbiadoro, alla premiazione di 24 glorie azzurre, da Tonino Zorzi a Carlton Myers, che si è tenuta lunedì sera. Dal suo scranno istituzionale, ?Dino-mito? ha offerto il suo personale punto di vista sul movimento cestistico friulano e nazionale in generale: le possibilità di far bene ci sono tutte, occorre ancora maggiore coesione di tutte le componenti interessate.
Presidente che ne pensa della Snaidero, quest?anno in Legadue, dopo dieci anni ininterrotti di serieA?
«Il nome Snaidero rappresenta la storia della pallacanestro in Friuli: non ci fosse stata la famiglia Snaidero, l?immagine di Udine sportiva, ma anche come città, in Italia e nel mondo sarebbe stata sicuramente meno esposta ai riflettori. Gli arancione hanno disputato campionati in serie A, anche nelle coppe Europee, grazie all?impegno della società. Dal patron Rino, al figlio Edi, il progetto è garanzia anche per il futuro. Dalla mia posizione istituzionale, posso dare un giudizio generale al movimento friulano e sono convinto che abbia radici storiche importanti: esistono stagioni positive e stagioni negative, ma l?importante è continuare a lavorare seriamente sul progetto tecnico e che non venga mai meno la voglia di impegnarsi. In Friuli ci sono bravi tecnici e ottimi formatori di persone e credo che qui ci siano le basi per ottenere risultati alla lunga lusinghieri».
Da numero uno della Fip, la sua esperienza di ex giocatore l?aiuta in questo momento delicato della pallacanestro italiana?
«Io ragiono sempre come se fossi ancora un giocatore e questo spirito mi aiuta tanto. A me piacerebbe che i giovani italiani fossero più espansivi e disposti a confrontarsi e imparare da chi ha esperienza e capacità. Non solo io, ma anche giocatori, dirigenti, allenatori, tutti siamo giudicati in base ai risultati. È sempre fondamentale capire che solo lavorando tutti assieme su un?idea comune e un progetto da condividere a tutti i livelli possiamo poi sviluppare la pallacanestro. In tal senso, il torneo delle Regioni è un evento che incarna bene questo principio».
Tra i 24 ex azzurri premiati nella notte di lunedì al palaGetur di Lignano, c?era anche - come detto - Myers, portabandiera azzurro alle Olimpiadi di Sidney 2000: l?ovazione dei ragazzini l?ha eletto subito personaggio più atteso dell?evento. Sul palco, tra gli altri, Tonino Zorzi, Giampiero Savio, Tiziano Lorenzon, Roberto Premier, i triestini Alessandro De Pol, Alberto Tonut e Andrea Pecile, oltre a Titti Timolati, moglie dell?ex udinese Pino Danzi, Nicoletta Caselin, Lidia Gorlin, l?isontina Michela Ceschia, tutti giocatori e giocatrici che hanno scritto pagine di storia importanti nel basket azzurro e che hanno voluto condividere la loro esperienza con le centinaia di ragazzini impegnati nella kermesse lignanese.
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