Le recentissime dichiarazioni del ministro Scajola mirate a sostenere l'innovazione e la ricerca nell'industria che potrebbero abbracciare anche alcuni settori del comparto nautico hanno provocato un effetto domino per molte aziende del settore ma con quali conseguenze e con quali commenti tra le molte aziende che operano a Venezia e nell'immediata terraferma in questo comparto?
Nemmeno il MOSE, la ciclopica opera ingegneristica in via di realizzazione per salvare la Laguna di Venezia dalle maree eccezionali potrebbe riuscire a fermare l?onda di consensi scatenatasi, dopo le dichiarazioni del Ministro, dalla proposta del presidente del VYSA, la società consortile partecipata da una quindicina di aziende veneziane impegnate nel mondo dello yachting , Daniela Donadello , che annuncia un progetto mirato a costituire il "polo nautico veneziano" fino alla realizzazione di una vera e propria filiera della nautica proponendo nuove e più concrete sinergie tra aziende , ormeggi e strutture che già operano nel cuore della laguna di Venezia e in tutta la sua gronda.
"Non è una proposta provocatoria per risvegliare l'interesse nautico della Città - spiega la Donadello - ma una serissima ipotesi progettuale al pari di quella già avviata con successo nella vicina Regione Friuli Venezia Giulia che, grazie ad una sua delibera (la n.2339 del 22.10.09) è riuscita, con finanziamenti ad hoc, a far decollare, in forma consortile, un network di una quindicina di aziende ubicate nei comuni di Latisana , San Giorgio di Nogaro e Lignano".
La proposta del presidente del Venice Yacht & Ship Assistance parte invece da un'attenta analisi delle grandi potenzialità nautiche che la Città di San Marco e la sua Laguna possono e debbono offrire proprio in virtù dell'esclusività dei loro ormeggi e della professionalità degli imprenditori del settore. Indici questi che tuttavia ancora non bastano a soddisfare la crescente domanda di quel turismo nautico d'elite che oggi pone Venezia e la sua laguna tra gli approdi più gettonati del Mediterraneo.
La conferma di questi sensibili incrementi di traffico arriva dalla Venice Yacht Pier ,( società che, come il VYSA, è partecipata in maggioranza dalla Venezia Terminal Passeggeri e che gestisce gli ormeggi del centro storico), che quest'anno, proprio in coincidenza con i grandi eventi veneziani come la mostra del Cinema e la Biennale d'Arte, ha registrato oltre 300 arrivi di megayacht dagli oltre 24 m. fino agli oltre 120m.
A dare immediata man forte alla proposta del presidente del VYSA è Stefano Costantini amministratore delegato di due marine veneziane :Marina Santelena, la prima marina attrezzata per ospitare yacht e maxiyacht oggi in via di realizzazione nel centro storico di Venezia e Marina Fiorita nell'estuario, a Cavallino Treeporti: "La nostra struttura di Marina Santelena , fin dal suo primo giorno di vita ,non rappresenterà esclusivamente il glamour del salotto nautico veneziano o un ulteriore meno anonimo attracco per questa particolare flotta ma, sulla principale e storica porta d'acqua della Città , la testa di ponte di una nuova strategia nautico-turistica che dovrà contribuire a valorizzare e a sostenere la costituenda filiera nautica. Un percorso che non dovrà essere visto come semplice fatto economico ma come indispensabile trainer per diffondere e consolidare quella necessaria cultura marinara di una città che, come Venezia , si è posta come primo traguardo , anche con i cospicui recenti investimenti sul porto crocieristico e quello commerciale ed industriale, la riedizione, in termini moderni, della sua storia sui mari".
Mentre si va rafforzando la collaborazione tra enti locali, Autorità portuale, Associazione tra Agenti e Mediatori marittimi , Imprese di Spedizione, terminalisti e società di servizi che operano nel porto, ora ci si chiede chi sarà il grande attore e il regista della filiera nautica-turistica della Serenissima quando, proprio in questi giorni, si assiste ad un fiorire di nuovi progetti per altrettante marine che si dovrebbero realizzare in laguna con centinaia, se non migliaia di nuovi ormeggi.
"Ognuno faccia la propria parte .Noi, conclude la presidente del VYSA, poniamo in questo senso la nostra candidatura in quanto rappresentiamo la vera espressione di gran parte del mondo imprenditoriale che opera in questo comparto. Certo è che in questo particolare , difficile momento economico, non possiamo più tollerare che una tra le più importanti risorse della Città sia in balia dei se, dei ma o dei vedremo: ai nostri imprenditori del settore bisogna dare risposte rapide e concrete, tempi certi ma, soprattutto, si deve essere in grado di offrire loro ogni possibilità per continuare a rimanere sul mercato".
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